CONSULENZA PSICOLOGICA

Molteplici sono i motivi per cui ci si rivolge ad uno specialista: crisi, dolore, fallimenti, decisioni da prendere, passaggi da compiere, disagi relazionali e familiari, blocchi; una fase in cui ci si sente schiacciati dal dolore ma anche desiderosi di ripartire. La consulenza è uno spazio pensato e creato per comprendere il malessere di chi effettua la richiesta d’aiuto ma anche un tempo in cui si stabilisce una prima reciproca conoscenza: elementi della storia personale di chi richiede l’intervento e stile personale, relazionale e operativo del professionista. A conclusione della prima fase valutativa il professionista formula il primo parere con preliminari indicazioni diagnostiche, prognostiche ed eventualmente terapeutiche.

SUPPORTO PSICONCOLOGICO

La psiconcologia, nata intorno al 1950 negli Stati Uniti, è progressivamente cresciuta negli ultimi anni in tutto il mondo per occuparsi in maniera specifica delle conseguenze psicologiche causate dal trauma di una diagnosi di tumore. Ammalarsi di cancro è un avvenimento traumatico che investe tutte le dimensioni della Persona in un intricato e complesso rapporto mente-corpo: la sfera psichica, i valori individuali e spirituali, i rapporti interpersonali e sociali; per questo comprendere a fondo qual è l’impatto della malattia è un punto fondamentale per garantire alla persona ammalata e ai suoi familiari una migliore qualità di vita e un’assistenza ottimale. Nonostante le evidenze a favore del sostegno sociale nel ridurre lo stress e nell’incrementare il benessere psicologico percepito (Kiecolt-Glaser et al., 2002), è bassa la percentuale di pazienti oncologici che ricercano supporto psicologico e vi è un numero elevato di operatori sanitari che sottostimano le difficoltà emotive riportate da questo target. È stata presa in esame (Merckaert et al., 2009) la percentuale di pazienti affetti da cancro che ricercavano supporto: su 381 pazienti, solo il 25% delle donne ha espresso il desiderio di un sostegno psicologico, mentre elevati livelli di ansia e depressione erano sperimentati dal 70% del campione femminile; per quanto riguarda il campione maschile il 10% ricercava aiuto su una percentuale del 50% che riportava punteggi significativi di ansia e depressione. L’aiuto offerto dall’équipe medica e dai familiari spesso non è sufficiente per supportare la persona nel percorso di adattamento alla malattia. In alcuni casi, infatti, reazioni di ansia, demoralizzazione o difficoltà nella vita di coppia e familiare, eccedono le capacità cognitive e comportamentali di adattamento, con conseguenze gravi sullo stato mentale del soggetto malato. Come si struttura questo tipo di intervento? Il supporto psiconcologico consiste in uno o più colloqui individuali o di gruppo, centrati sulla reazione alla malattia e/o al trattamento, con lo scopo di alleviare la sofferenza emotiva del paziente e dei suoi familiari. Se l’ansia, la paura, la preoccupazione, la demoralizzazione, la rabbia sono normali risposte alla malattia, quando queste diventano più intense, continue e perseveranti, è importante chiedere aiuto psicologico specialistico. Lavorare in un’ottica biopsicosociale e quindi dare il giusto peso alle variabili psicologiche, sociali e biologiche che interagiscono tra di loro possono contribuire a una migliore prognosi del trattamento.

PERCORSI INDIVIDUALI

La sofferenza psichica è una dimensione che attiene al mondo relazionale, interno ed esterno, della Persona e non qualcosa che si sia originato esclusivamente dentro il soggetto, entro la propria psiche o le strutture cerebrali. In tal senso, la sofferenza psichica può essere pensata come qualcosa che interviene tra soggetti, come modalità disfunzionali o patologiche con cui vengono vissute le relazioni. La guarigione in quest’ottica, non è tanto la cessazione del comportamento sintomatologico ma un cambiamento che attenga alle modalità con cui la persona entra in relazione e che consente un’apertura verso un nuovo progetto di vita e non semplicemente il ripristino di una condizione antecedente la fase di disagio; quindi non soltanto la cancellazione di ciò che è disturbante bensì una ri-significazione tra piani di esperienza di Sé, della storia familiare e della matrici socioculturali di appartenenza.

Esistono diversi gradi e livelli di disagio e sofferenza, e dipendentemente da ciò si struttura l’intervento terapeutico, che può essere:

  • percorso a breve termine che riguarda la risoluzione di una problematica circoscritta e non sostenuta da una condizione psicopatologica il cui compito dello psicologo è far emergere il vero Sé della Persona.
  • psicoterapia psicoanalitica gruppoanaliticamente orientata concepisce il processo di cura come un viaggio che coinvolge la persona del paziente e del terapeuta che attraverso lo stabilirsi di una relazione unica e riparatrice delle esperienze traumatiche sviluppatesi consente, nel tempo, il naufragare secondo rotte soggettivamente desiderate. Libertà, fiducia, risorse e fragilità dell’umano sono parte dell’equipaggio attraverso cui si dipana il percorso di cura.
  • PSICOTERAPIA DI COPPIA E FAMILIARE

    La coppia e la famiglia sono un sistema in continua evoluzione. Conseguentemente a ciò, questa è un luogo d’incontro tra differenti Soggettività in cui si mette in scena il personale modo di stare al mondo che inevitabilmente è influenzato anche dalle proprie matrici transgenerazionali. La vita di coppia e familiare essendo intrinsecamente mutante nell’affrontare eventi di vita e compiti evolutivi implica l’alterazione del suo equilibrio; in questi casi il nucleo familiare può entrare in crisi, vivere una fase di stallo o difficoltà a comunicare. L’aiuto di un professionista della cura funge da mediatore affinché si possa comprendere e ridurre la sofferenza per ritrovare i motivi dello stare insieme e la capacità di ri-progettare un futuro comune o qualora questo non sia possibile, si aiuta la coppia ad affrontare il dolore della separazione non rendendolo distruttivo. La psicoterapia della famiglia ha quindi l’obiettivo di rimuovere gli ostacoli che impediscono alla famiglia stessa di rispondere alle sue necessità evolutive e aiutarla ad aprirsi al cambiamento adattandosi alle nuove situazioni e mettendo in gioco nuove modalità relazionali senza perdere il senso dell’identità individuale. Alcuni tra gli eventi che possono perturbare l’equilibrio del complesso sistema familiare sono: separazione e divorzi, malattie di un membro della famiglia o di un figlio, perdita della capacità di progettare un futuro insieme o assenza di obiettivi comuni, gestione conflittuale dell’educazione dei figli, marcata irritabilità nei rapporti interpersonali, dipendenze da sostanza e non.

    PSICOTERAPIA DI GRUPPO

    L’identità psicologica è, sin dall’inizio, esito di “innesti” di tratti comportamentali, affettivi e mentali delle persone e del mondo in cui si nasce e si cresce. Foukes sostiene che “il gruppo è la matrice della vita mentale dell’individuo” per cui la mente è profondamente e ancestralmente intersoggettiva. Il modus operandi della Persona non è quindi solo il risultato di caratteristiche istintuali, innate o geneticamente ereditate, ma piuttosto un’entità che si forma sulla base delle relazioni tra un soggetto e le persone a lui significative a partire dal concepimento dello stesso e a seguire con i gruppi primari di appartenenza, famiglia e gruppo dei pari, con le quali l’Io originariamente si confonde, e dalle quali cercherà poi di distinguersi e individuarsi alla ricerca di una singolare Soggettività. Il piccolo gruppo terapeutico, che è composto da 5 a un massimo di 8 partecipanti, è uno spazio mentale condiviso che consente di pensare i fenomeni e i sintomi e di dare significato ad essi e di creare nuove connessioni e relazioni; per questi motivi, così come evidenzia la ricerca scientifica, il gruppo non solo è efficace in termini di miglioramento della qualità di vita ma anzi accelera i processi trasformativi.

    INTERVENTI DOMICILIARI E PERCORSI ONLINE

    La salute psicologica è un diritto di ogni cittadino! Difatti le prestazioni psicologiche, come stabilito dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM) il 12 Gennaio 2017 e successivi allegati, rientrano nei Nuovi L.E.A. (Livelli essenziali di Assistenza). Questo particolare setting è stato pensato e progettato per chi è impossibilitato ad uscire di casa (es. invalidità, ritiro sociale et similia) e per chi non può raggiungere lo studio poiché vive all’estero o lavora temporaneamente lontano dalla propria dimora. Questi servizi, seppur in forma diversa da quelli tradizionali, seguono i principi di rispetto della privacy previsti dalla legge e dal codice deontologico degli psicologi. I colloqui psicologici in regime domiciliare e online non sono da considerarsi come lavoro alleggerito rispetto a quanto accade nello studio: nella relazione significativa come quella tra psicologo e paziente il fattore determinante NON è la forma esteriore che la relazione assume, ma il significato dell’esperienza nel suo complesso ed è su ciò che il professionista e chi ha richiesto aiuto si trovano costantemente a lavorare.